Rivolto a: Giovani under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno.
Agevolazione: Voucher fino a 50.000 euro o contributo a fondo perduto fino al 75% per investimenti.
Territori: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.
Modalità: A sportello, in ordine cronologico (fino a esaurimento fondi).
Se hai un’idea e vivi nel Mezzogiorno, questa potrebbe essere la tua opportunità più concreta del 2026
Quanti giovani nel Sud Italia hanno un’idea imprenditoriale nel cassetto, ma la lasciano lì perché “non ho i soldi per partire”? Resto al Sud 2.0 è nato proprio per rispondere a questa domanda: non servono risparmi personali, non serve un patrimonio di famiglia, non serve chiedere prestiti in banca. Serve un’idea valida, i requisiti giusti e la capacità di presentarla nel modo corretto.
Lo Stato italiano, attraverso Invitalia, ha stanziato risorse importanti per sostenere chi vuole investire nel Mezzogiorno. Il punto è che queste risorse non sono infinite: le domande vengono valutate in ordine cronologico, e quando i fondi si esauriscono, il bando chiude. Per questo, muoversi ora non è un consiglio: è una necessità.
Di cosa si tratta
Resto al Sud 2.0 è l’incentivo di Invitalia pensato per trasformare le idee imprenditoriali in realtà nelle regioni del Mezzogiorno. A differenza dei finanziamenti tradizionali, non si tratta di un prestito da restituire interamente, ma di un contributo a fondo perduto che copre una percentuale molto alta delle spese ammissibili.
Sono ammesse nuove iniziative nei settori dell’industria, artigianato, servizi, turismo, commercio e trasformazione dei prodotti agricoli e ittici.
Le due opzioni di finanziamento
A seconda della dimensione del tuo progetto, puoi scegliere tra:
- Voucher: Un contributo del 100% a fondo perduto per spese fino a 40.000 euro (elevabili a 50.000 euro per progetti con beni innovativi o ecologici). Ideale per professionisti, microimprese digitali, consulenti e attività leggere.
- Contributo per investimenti: Copertura a fondo perduto del 75% per programmi di spesa fino a 120.000 euro, e del 70% per programmi da 120.001 euro fino a un massimo di 200.000 euro. Pensato per attività produttive, ristoranti, negozi, laboratori artigiani che richiedono macchinari e ristrutturazioni.
A chi si rivolge davvero (i profili ideali)
Resto al Sud 2.0 è particolarmente adatto a:
- Giovani diplomati o laureati che vogliono trasformare una competenza in un’attività (es. consulente digitale, formatore, designer).
- Aspiranti imprenditori con un’idea chiara ma senza capitale iniziale.
- Professionisti under 35 che vogliono aprire uno studio (avvocati, architetti, commercialisti, ingegneri).
- Giovani che vogliono rilevare un’attività esistente nel Mezzogiorno (a certe condizioni).
- Team di giovani che vogliono costituire una società insieme.
Spese ammissibili
Possono essere finanziate spese per macchinari, attrezzature, software, opere edili (con limiti percentuali), consulenze tecniche specialistiche e immobilizzazioni immateriali. Non sono ammesse, ad esempio, le spese per il personale o l’affitto dei locali.
Il dettaglio che fa la differenza (e che molti ignorano)
La procedura per accedere a questo bando ha una regola temporale molto rigida: puoi presentare domanda anche se hai già costituito l’impresa, ma solo se l’hai costituita nel mese immediatamente precedente alla domanda e se l’impresa è ancora formalmente inattiva (nessuna fattura emessa, nessun acquisto operativo). Sbagliare questa sequenza temporale significa essere esclusi automaticamente, anche se si possiedono tutti gli altri requisiti.
Oltre la voglia di fare: i 4 ingredienti essenziali per vincere
Avere i requisiti anagrafici e territoriali è solo il biglietto d’ingresso. Invitalia finanzia progetti solidi, non sogni nel cassetto. Ecco cosa serve davvero per ottenere l’approvazione:
Quanto costa davvero sbagliare la domanda
Con Resto al Sud 2.0 hai a disposizione solo 2 tentativi per domanda. Se la prima presentazione viene scartata per errori formali, puoi correggere e ripresentare, ma al secondo respingimento perdi definitivamente l’accesso al finanziamento per quel progetto.
Cosa significa in pratica?
- Un errore nel business plan = mesi di lavoro persi
- Una tempistica sbagliata nella costituzione = esclusione automatica
- Un codice ATECO non verificato = niente seconda chance
E mentre tu correggi gli errori, i fondi si esauriscono: le domande vengono valutate in ordine cronologico, e quando i 356,4 milioni stanziati finiscono, il bando chiude.
Per questo, presentare la domanda corretta fin dal primo tentativo non è un consiglio: è una necessità economica.
Cosa fare adesso (in ordine)
- Verifica i requisiti di base: età (18-34 anni), condizione occupazionale, territorio.
- Scegli lo strumento giusto: voucher se il fabbisogno è sotto i 40.000€, contributo se servono opere edili o macchinari importanti.
- Programma i tempi: l’impresa va costituita nel mese giusto, non prima.
- Prepara la documentazione: business plan, preventivi, visure camerali degli ultimi 6 mesi.
- Valuta se fare da solo o farti aiutare: con solo 2 tentativi, un errore costa caro.
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